Home Blog Teller Grammatica della fantasia- Gianni Rodari

Grammatica della fantasia- Gianni Rodari

Author

Grammatica della fantasia- Gianni Rodari

Ciò che colpisce di questo testo è l’umiltà e la competenza con il quale è stato scritto, la scelta gentile di espressioni e parole, il modo in cui Rodari alla fine del testo si definisce… un lettore, arrivando a scrivere “mi dispiace di essere ignorante, non di fare brutta figura. Direi che è un dovere, saper fare in certe occasioni brutte figure.” 

Difatti tutto il testo è ricco di rimandi a filosofi, psicologi, poeti, letterati e studiosi, una bibliografia ricca che probabilmente per alcuni aspetti, oggi, è ancora valida.

Non è solo un testo scritto per aiutare maestri, genitori e educatori, è qualcosa di più. È l’espressione di una genuina vocazione: i bambini e il loro mondo fantastico.

Queste parti che sto per citare, sono utili per capire che uomo era Rodari e che spirito muovesse la sua vocazione e la sua creatività.

“Le fiabe servono alla matematica come la matematica serve alle fiabe. Servono alla poesia, alla musica, all’utopia, all’impegno politico: insomma, all’uomo intero, e non solo al fantasticatore. “(…)

Se una società basata sul mito della produttività ( e sulla realtà del profitto) ha bisogno di uomini a metà – fedeli esecutori, diligenti riproduttori, docili strumenti senza volontà – vuol dire che è fatta male e che bisogna cambiarla. Per cambiarla occorrono uomini creativi, che sappiano usare la loro immaginazione.”

Sarebbe stato “Fantastico” averlo come maestro, ma con questo libro un po’ lo può essere. 

 

Stefania Castellano

Previous articleSkyline
Next articleMalì luxury beachwear

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Stefania Castellano

Mia madre Giovanna un giorno mi regalò una valigia tutta colorata, aveva dei manici rossi e sembrava perfetta per viaggiare… conteneva 12 fiabe sonore: cassette a nastro e corrispondenti libri illustrati. Era natale, avevo sette anni e mi sentii la bambina più fortunata del pianeta perché le storie erano l’unica cosa di cui mi importava. Una in particolare suscitò in me l’amore per i racconti, per la letteratura, per la poesia e per i sentimenti positivi che la storia veicola ed era Il gigante egoista di Oscar Wilde Continua...

Recent posts

La parola

È vuota la parola eppure si ripete nello sforzo di esserci il vuoto ha segnato la traccia. È vuota la parola ha perso la battaglia solitaria del senso era...