Home Blog Teller IL DIZIONARIO DELLE TRISTEZZE OSCURE DI JOHN KOENING

IL DIZIONARIO DELLE TRISTEZZE OSCURE DI JOHN KOENING

Author

HO APPENA FINITO DI VEDERE E ASCOLTARE IL DISCORSO DI JOHN KOENING SU TED “Beautiful new words to describe obscure emotions“.

Questo signore da anni conduce una ricerca sulle emozioni (quelle più oscure), sulle parole che non possediamo per esprimerle e su come, dal momento che le creiamo diventavo “piene” grazie a noi.

E così che John ha realizzato Il Dizionario delle tristezze oscure, ossia una raccolta di parole da lui inventate per descrivere emozioni, sensazioni e condizioni che proviamo e nelle quali ci troviamo a vivere o a pensare di vivere, che però non riusciamo a dire perché senza “parole”.

John ha tirato fuori quelle parole e ha anche, in un certo senso, tirato fuori delle emozioni che proviamo ma delle quali spesso non riusciamo a parlare, perché non sappiamo come.

IL   SUO LAVORO HA PERMESSO CHE QUALCOSA DI POCO CHIARO E SCONOSCIUTO TROVASSE POSTO NELLA LINGUA, NELLA COMUNICAZIONE.

Riporto parte del suo discorso su TED, sulla parola SONDER per le quale ha anche realizzato il video.

Circa a metà strada di questo progetto, ho definito il termine “sonder”, cioè l’idea che abbiamo di noi stessi come protagonisti, mentre tutti gli altri sono solo comparse. Ma in realtà, siamo tutti protagonisti, e voi stessi siete delle comparse nella storia di qualcun altro. Così, non appena l’ho pubblicata, ho avuto molte risposte da varie persone che mi dicevano: “Grazie di aver dato voce a qualcosa che ho provato per tutta la vita e che non riuscivo a esprimer e a parole”. Le avevo fatte sentire meno sole. Ecco il potere delle parole, farci sentire meno soli. J. Koening

Amare le parole significa anche crearne di nuove per “mettere insieme” emozioni, esperienze, persone e storie.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Stefania Castellano

Mia madre Giovanna un giorno mi regalò una valigia tutta colorata, aveva dei manici rossi e sembrava perfetta per viaggiare… conteneva 12 fiabe sonore: cassette a nastro e corrispondenti libri illustrati. Era natale, avevo sette anni e mi sentii la bambina più fortunata del pianeta perché le storie erano l’unica cosa di cui mi importava. Una in particolare suscitò in me l’amore per i racconti, per la letteratura, per la poesia e per i sentimenti positivi che la storia veicola ed era Il gigante egoista di Oscar Wilde Continua...

Recent posts

La parola

È vuota la parola eppure si ripete nello sforzo di esserci il vuoto ha segnato la traccia. È vuota la parola ha perso la battaglia solitaria del senso era...