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La comunicazione emozionale- storytelling, approcci cognitivi e social media

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Ho acquistato e letto due volte questo testo, sia per aggiornare la mia vecchia laurea in scienze della comunicazione, sia perché la comunicazione umana, il suo essere connessa alla nostra evoluzione cognitiva mi ha da sempre affascinato.

La comunicazione è qualcosa che ci riguarda tutti, è importante nella nostra vita privata così come in quella sociale e lavorativa, è importante e utile per capire alcuni meccanismi e per comprendere se stessi e gli altri. Il testo e oltretutto scritto in maniera fluida e comprensibile, non è mai noioso o altezzosamente accademico.

Per prima cosa l’autore, Doriano Marangon, va alle origini della comunicazione, mettendo a confronto due grandi filosofi. La lettura di questa prima parte vi aiuta a capire, almeno in apparenza, di chi siete figli quando parlate, scrivete e quando percepite gli altri: Platone o Aristotele?

In ordine di filosofo, prediligete il Mythos o il Logos? 

Platone nel suo Fedro è chiaramente un fan del mythos, della fiaba, del racconto, dell’evocazione di emozioni e tenta di convincere l’ascoltatore della bontà della sua tesi facendo leva sui suoi sentimenti. Potremmo dire che Platone è il fondatore del moderno Storytelling. 

Il suo avversario è Aristotele, nonché suo allievo, che nella sua opera, Retorica, è obiettivamente un fan del metodo, della logica , della razionalità. Quest’opera inoltre spiega ciò che oggi sembra impossibile con l’avvento del commento compulsivo, ossia cosa significa argomentare qualcosa. 

Più avanti il docente Marangon, accenna alle neuroscienze, agli sviluppi sugli studi delle dimensioni cognitive e basandosi su questo arriva a formulare quattro figure di oratori/comunicatori.

Successivamente l’autore va a definire l’oralità, il racconto, le metafore, il body language, mette a confronto oralità e scrittura per arrivare a sostenere chiaramente come il nostro modo di comunicare sui social non consente più questa distinzione. Sostenendo ad esempio come  i tweet non siano altro che pura oralità. 

Ecco una parte estratta dal testo:

La nostra epoca  è caratterizzata da forme ibride di comunicazione, in cui l’oralità si sovrappone alla scrittura prendendo il sopravvento.

Il testo nella seconda parte introduce degli esempi di comunicazione emozionale, è qui che possiamo leggere i  discorsi di alcuni famosi oratori, spiegati e narrati dal docente.

Troverete Marchionne, Papa Francesco, Steve Jobs, e il mio preferito David Foster Wallace. Viene anche affrontata la comunicazione politica, concetti come demagogia, dialettica, retorica, attraverso Renzi, Berlusconi, Trump, la Clinton, fino ad arrivare al capitano Salvini e al suo caro sostenitore, il populismo.

 Ci sono diversi assunti sulla comunicazione e vengono citati autorevoli studiosi nel caso voleste approfondire i vari argomenti.

“Non posso non comunicare” – “Non si può emettere un suono senza esercitare potere”

Sono le due formule che più mi hanno colpita, sulle quali dovremmo riflettere quando cerchiamo di comunicare 😉

Stefania Castellano

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Stefania Castellano

Mia madre Giovanna un giorno mi regalò una valigia tutta colorata, aveva dei manici rossi e sembrava perfetta per viaggiare… conteneva 12 fiabe sonore: cassette a nastro e corrispondenti libri illustrati. Era natale, avevo sette anni e mi sentii la bambina più fortunata del pianeta perché le storie erano l’unica cosa di cui mi importava. Una in particolare suscitò in me l’amore per i racconti, per la letteratura, per la poesia e per i sentimenti positivi che la storia veicola ed era Il gigante egoista di Oscar Wilde Continua...

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