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Consigli per scrivere di Raymond Carver

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Con ogni probabilità tutti coloro che hanno sognato o sognano di diventare scrittori hanno in comune molte cose, una ve la voglio raccontare attraverso le storie che ho letto e ascoltato sugli aspiranti scrittori, l’altra cosa in comune è: Raymond Carver (o almeno spero). Ma andiamo per ordine.

The first One 

La prima cosa che vogliamo ( mentre ci lamentiamo) è raccontare al mondo (immotivatamente) che abbiamo fatto i lavori più umili, che abbiamo conosciuto la fame per amore della scrittura, che nessuno credeva in noi, che abbiamo affrontato i nostri demoni e condotto una vita che ricorda Baudelaire, Jim Morrison e Bridget Jones nella stessa stanza, che abbiamo subito l’ingiustizia del mondo, ma che alla fine (grazie al nostro libro pazzesco dal titolo – la mia vita -) ci riconoscerà e celebrerà come artisti. Ogni tanto mi sono chiesta se il processo che regola le nostre scelte sia illusorio e fatto solo di storie che Noi vogliamo raccontarci.

Altra questione: è il desiderio di scrivere che ci porta alla miseria? che ci porta a servire cibo e alcolici per anni? Sembra quasi che crediamo di meritarcelo, perché con le parole non si campa… o almeno così dicono tutti.  Ostinati e romantici spalmiamo nel tempo il nostro sogno più grande e lo rimandiamo a quando avremo più soldi, una casa con le vetrate dalla quale vedere il mare, più tempo, più tranquillità, meno alcool in frigo, meno amici da vedere… e poi c’è il rovescio della medaglia, c’è chi sostiene che per scrivere bisogna soffrire, che quando smetti di farlo perdi la tua anima e le parole e la parola FINE avrà un altro suono.

Io non voglio lanciarla quella moneta, sono ambiziosa, viziosa e voglio averne una tutta mia dove la scrittura non è un elenco di luoghi comuni, ma è quel momento perfetto in cui la moneta libera, volteggia in aria sfidando il tempo, lo spazio e la sorte. 

Adesso passiamo alla cosa, felice, in comune numero due: Carver e tutti i suoi racconti.

Niente trucchi da quattro soldi – consigli per scrivere onestamente-

Questo breve volume di brani, saggi e interviste di Carver (pubblicato da Minimum fax) si potrebbe definire come un insieme di ottimi consigli per chi sia interessato al creative writingPossiamo con certezza affermare che tutti i suoi racconti permettano al lettore di percepire il flusso creativo, perché lui è in grado di raccontare il modo in cui le cose nascono, come si evolvono e come giungono ad una conclusione.

In sostanza tutti gli aspiranti scrittori lo leggono perché la sua scrittura insegna la scrittura, perché le sue storie danno l’impressione, attenzione solo l’impressione, che tutti possono scrivere un racconto… come una mano che ti accarezza la spalla e ti conforta di fronte al foglio bianco. Ma non è così… se sentiamo come unico motore solo  il bisogno di scrivere di noi, io consiglio di comprare un diario, perché come scrive Carver: la narrativa si occupa della gente.

in sintesi troverete “lezioni” sulle tecniche della narrazione, su come pensare e immaginare i personaggi, dialoghi, luoghi, situazioni e tanti consigli sugli errori da evitare e il percorso da seguire.

In super sintesi: leggetelo tante tante volte e poggiatelo sulla spalla… funziona 😉

“Le parole sono tutto quello che abbiamo, perciò è meglio che siano quelle giuste.” R. Carver

 

 

 

 

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Stefania Castellano

Mia madre Giovanna un giorno mi regalò una valigia tutta colorata, aveva dei manici rossi e sembrava perfetta per viaggiare… conteneva 12 fiabe sonore: cassette a nastro e corrispondenti libri illustrati. Era natale, avevo sette anni e mi sentii la bambina più fortunata del pianeta perché le storie erano l’unica cosa di cui mi importava. Una in particolare suscitò in me l’amore per i racconti, per la letteratura, per la poesia e per i sentimenti positivi che la storia veicola ed era Il gigante egoista di Oscar Wilde Continua...

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